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Lettera comunitaria di Settembre 2017
Foto di gruppo con don Andrea

All’improvviso, una domenica mattina, don Angelo (mi rimane difficile chiamarlo il Vicario generale del Papa per la diocesi di Roma…) viene a San Saturnino, ma io quel giorno mi trovavo con un gruppo di parrocchiani in Albania-Montenegro. Subito allarmati mi cercano al telefono Emilio, Carlo, suor Tiziana e alcuni catechisti in quel momento presenti in parrocchia perché in partenza per il campo scuola del dopo-Cresima. Devo dire che lì per lì non mi sono preoccupato: spesso don Angelo parcheggia nel cortile della palma per recarsi dal barbiere, dal dentista o per salutare amici o far visita al convento di Priscilla, tuttavia chi mi avvisava telefonicamente insisteva dicendo: “Ma sta cercando proprio te!”. Allora mi è affiorata alla mente la pagina del Vangelo in cui Luca racconta come lo sposo vorrebbe trovare i suoi servitori quando torna a casa:
“Restate in tenuta da lavoro e con le vostre lucerne accese … per essere pronti ad aprirgli appena arriva e bussa alla porta. Al mio rientro, dunque, ho subito incontrato don Angelo e così sono venuto a conoscenza dell’inattesa novità: don Andrea era stato nominato parroco a Santa Marcella nel quartiere Ostiense. Non nascondo il dispiacere e la preoccupazione.

Dopo sette anni trascorsi insieme a San Saturnino avevamo trovato un ottimo equilibrio nei rapporti personali come nel lavoro pastorale. Completamente diversi, ma complementari – appassionati a questa parrocchia e soprattutto al Vangelo – abbiamo costituito un eccellente team. Abbiamo “creato una squadra” che, gradatamente e con motivazione, va cercando di costruire una comunità che sia soprattutto un luogo di fede.

Sono grato a don Andrea, di cui conosciamo le qualità e lo spessore intellettuale, per la stima e per la amicizia che mi ha sempre dimostrato. È stato proprio lui che mi ha aiutato ad inserirmi nelle abitudini e nella mentalità di questo quartiere, all’inizio per me sconosciuto. Ho apprezzato in lui, in modo particolare, l’onestà, il voler fare le cose “con stile” evitando improvvisazioni e la passione per l’evangelizzazione. Ha dimostrato in questi anni di avere le idee chiare e ha saputo chiedere e ottenere l’aiuto di vari collaboratori che hanno condiviso la sua visione dell’agire scoprendo così il piacere di sentirsi parte attiva della Chiesa. Questo ha favorito il mantenere San Saturnino una parrocchia viva, ricca d’idee, in cui chi ha voglia di impegnarsi e partecipare, può farlo, nel contesto di una comunità che vuole essere disponibile al confronto e ricca di talenti. Don Andrea ha dato sicurezza con la sua parola nelle omelie e nelle catechesi incoraggiando ad essere cristiani “coerenti” in tutte le manifestazioni della vita. Ha saputo scuotere, svegliare, far ‘riscoprire’ com’è bello essere ‘affamati’ di Dio. Ha saputo mantenere l’occhio da osservatore attento ed obiettivo della nostra realtà e si è addentrato, nelle sue omelie, in discorsi scomodi. È stato, inoltre, una presenza significativa presso il “Giulio”: stimato da studenti e docenti. Ha saputo mostrare anche le sue debolezze di uomo, e, per questo, lo abbiamo apprezzato ancor più.

Sento pertanto il dovere – a nome di tutta la comunità parrocchiale – di ringraziare don Andrea di cuore per il privilegio di averlo conosciuto. Da parte mia mi auguro di avergli passato “i rudimenti” per saper fare il parroco, poi le sue doti, l’inventiva e lo “stato di grazia” faranno il resto!

Saluteremo don Andrea con un momento di festa domenica 24 settembre durante la celebrazione eucaristica alle ore 11.00 a cui farà seguito nel teatro il pranzo comunitario (ognuno porta qualcosa da mangiare\bere per condividerla). Quindi lo accompagneremo al suo ingresso ufficiale a Santa Marcella domenica 15 ottobre alle ore 11.30.

Come comunità parrocchiale vogliamo regalargli una casula verde confezionata dalle suore di Priscilla con l’augurio che sia un pastore “con l’odore delle pecore in mezzo al proprio gregge”, riportando le parole di papa Francesco “Le vesti sacre del Sommo Sacerdote sono ricche di simbolismi; uno di essi è quello dei nomi dei figli di Israele impressi sopra le pietre di onice che adornavano le spalle dell’efod dal quale proviene la nostra attuale casula: sei sopra la pietra della spalla destra e sei sopra quella della spalla sinistra (Es 28, 6-14). Anche nel pettorale erano incisi i nomi delle dodici tribù d’Israele (Es 28,21). Ciò significa che il sacerdote celebra caricandosi sulle spalle il popolo a lui affidato e portando i suoi nomi incisi nel cuore. Quando ci rivestiamo con la nostra umile casula può farci bene sentire sopra le spalle e nel cuore il peso e il volto del nostro popolo fedele, dei nostri santi e dei nostri martiri, che in questo tempo sono tanti!”

Inoltre, consapevoli delle difficoltà economiche di Santa Marcella, faremo una busta con un contributo da destinare alla riparazione del tetto della nuova parrocchia di don Andrea.

Ma il Signore ha voluto fare un nuovo dono a questa comunità parrocchiale nella persona di don Pierangelo Margiotta, nato nel 1975, originario di Tricase nel Salento. Laureato in Scienze Politiche a Bologna con esperienze di insegnamento in provincia di Bergamo; alunno del Seminario Romano è stato ordinato sacerdote il 21 aprile del 2013. Ha già fatto un’esperienza pastorale presso le parrocchie di San Tommaso Apostolo all’Infernetto e San Domenico di Guzman alla Bufalotta.

A noi il compito di accoglierlo e aiutarlo a conoscere San Saturnino e ad inserirsi nella nostra comunità: se troverà un ambiente cordiale potrà serenamente svolgere il suo servizio e dare il meglio di se stesso.

Vorrei rassicurare don Pierangelo: troverà una comunità buona che gli vorrà bene. Una comunità con una lunga storia, con le sue consuetudini e tante figure di sacerdoti che hanno lasciato il segno del loro passaggio. Una comunità grande ed impegnativa: qualche volta perfino esigente. Troverà, alla fine, una comunità con gli entusiasmi ed i problemi tipici di ogni parrocchia romana.

Un caloroso “ben venuto” allora da noi a don Pierangelo: che il Signore accolga e benedica i suoi buoni propositi certamente espressi nel giorno della ordinazione sacerdotale e rinnovati nel giorno in cui ha accolto il desiderio del Signore manifestatosi attraverso la chiamata espressa da don Angelo a venire a San Saturnino.

Sono convinto che come preti possiamo formare una comunità, ma nello stesso tempo – e posso testimoniare per la mia esperienza e mi permetto anche per don Andrea – è la comunità che ci cambia, ci trasforma, ci fa crescere. Questo auguro a don Pierangelo: di impegnarsi per costruire un pezzetto del Regno di Dio in questo quartiere e lasciarsi trasformare, nel tempo, dalla comunità che vogliamo servire a San Saturnino.

Invito, infine, tutta la comunità parrocchiale a “non avere paura”. È vero: i cambiamenti ci mettono sempre in agitazione. Ma crediamo che essere cristiani, alla fine, non significa fare cose, ma lasciarsi rinnovare dallo Spirito Santo. Infatti, la novità del Vangelo “va oltre noi” e ci rinnova! don Marco

 
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