Orario delle Messe Archivio Album Calendario Info
Lettera comunitaria di Maggio 2017 - I discepoli di Emmaus

L’apparizione del Risorto lungo la strada di Emmaus, è denso di simboli e si presta a molteplici interpretazioni. Noi ci soffermeremo unicamente e, comunque, brevemente su tre particolari: i luoghi e l’ambito entro cui si svolge la storia.

I luoghi principali sono due: la strada e il villaggio; evento entro cui è immersa e da cui trae significato è la resurrezione di Gesù. I due protagonisti stanno tornando a casa portando nel cuore un’esperienza che non riescono comprendere, che va oltre le loro possibilità: più che la condanna e la morte cruenta del loro amico, è la sua Resurrezione che li ha sconvolti. I Discepoli di Emmaus

Vi propongo un’opera meno conosciuta, una placca in avorio dell’epoca carolingia custodita al Metropolitan Museum of Art a New York.  Forse meno appariscente e meno affascinante di un quadro di Caravaggio essa ha però il privilegio di mettere in evidenza, contemporaneamente, proprio i particolari che abbiamo preso in esame.

Anzitutto la strada: è stata ben evidenziata dall’artista ed occupa il registro inferiore dell’opera in tutta la sua lunghezza; arriva alla città, posta sul lato destro, ma non termina lì, va oltre, verso una meta che Gesù, identificato nel personaggio con l’aureola ben marcata, indica con la mano destra.

C’è poi la città, storicamente Emmaus, la residenza dei due discepoli; simbolicamente è la Chiesa, la nostra Chiesa, la nostra Chiesa locale che vive quotidianamente dell’Eucarestia. Ecco quindi la seconda scena: proprio nel cuore della città è evidente la mensa con Cristo che distribuisce il pane celeste e i due discepoli che lo accolgono nelle mani, come facciamo noi oggi, come facevano i primi cristiani.

Infine l’ambito: la resurrezione di Cristo. È simboleggiata dalla cornice di foglie di acanto che circonda tutta la scena. L’acanto infatti, sia nel cristianesimo primitivo che in quello medievale, era simbolo della risurrezione.

Quale può essere il messaggio dell’opera? Come i discepoli anche noi siamo in cammino.  Tutta la nostra vita è un continuo pellegrinare. La meta, però, non è in questo mondo, è oltre! È la Gerusalemme celeste che, se vogliamo, è pronta ad accoglierci. Ma è in questo mondo, nella Gerusalemme terrena, nella Chiesa, che troviamo la forza e il nutrimento per costruirci come persone.

(Anna Carotenuto)

 
Pagina iniziale