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Lettera comunitaria di Gennaio 2017 - Annuncio di Pasqua

Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno. Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza. Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 16 aprile. In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.

Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi: le Ceneri, inizio della Quaresima, il 1° marzo. L’Ascensione del Signore, il 28 maggio. La Pentecoste, il 4 giugno. La prima domenica di Avvento, il 3 dicembre. Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.

A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli. Amen.

Durante la Celebrazione eucaristica del 6 gennaio, subito dopo la proclamazione del Vangelo, è stato proclamato il solenne Annuncio della Pasqua. L’Epifania è una festa della redenzione, perché la pienezza dell’epifania, della manifestazione di Dio, si avrà negli eventi pasquali. In questo contesto, la manifestazione del Signore ai Magi appare come il primo atto di una sequenza di epifanie-manifestazioni che sono il tessuto dell’intera esistenza terrena di Cristo.

Egli, la luce del mondo, è la meta finale della storia, il punto di arrivo di un esodo, di un provvidenziale cammino di redenzione, che culmina nella sua morte, risurrezione e ascensione al cielo. Per questo, nella solennità dell'Epifania, la Liturgia prevede l’Annuncio della Pasqua: l'anno liturgico, infatti, riassume l'intera parabola della storia della salvezza, al cui centro sta il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto. Se l’Epifania è il giorno in cui Cristo si è manifestato a tutti gli uomini, annunciare le principali date dell’anno liturgico, vuol dire ricordarci che in esse noi incontriamo oggi il Signore nato, morto e risorto per noi.

La Liturgia vuole ricordarci che la manifestazione della regalità del Signore Gesù avviene sul legno della croce. Se l’Epifania è manifestazione a tutti i popoli della venuta del Messia, è sulla Croce che Gesù attira tutti a sé: “Quando sarò innalzato da terra attirerò tutti a me”. Non si comprendono le altre feste e celebrazioni cristiane, se non nella luce del Mistero della Pasqua di morte e risurrezione del Signore.

Le Chiese d’Oriente nell’Icona del Natale annunciano il legame del Natale con la Pasqua quando rappresentano Gesù in una mangiatoia che ha la forma di un sepolcro e con le fasce che richiamano le bende della sepoltura, quasi ad indicare perché quel bambino è nato, che cosa lo attende e come realizzerà il suo disegno d’amore e di salvezza.

Un’altra motivazione è la seguente. L’annuncio della Pasqua è un rito antichissimo (del IV secolo) nato per portare a conoscenza dei fedeli la data della festa più importante dell’Anno Liturgico che, essendo legata al calendario lunare, varia ogni anno il suo giorno nel calendario solare in uso in Occidente. Anticamente il calcolo della data della Pasqua era un complicato lavoro affidato a studiosi specializzati in materia. Inoltre le persone non potevano disporre di calendari da appendere in casa come avviene per noi, tutto era calcolato appoggiandosi alla Liturgia ed alle stagioni.

Il fatto che si sia scelta l’Epifania per questo importante annuncio pasquale, non è affatto casuale. Nei primi secoli, quando a ricevere il Battesimo erano principalmente gli adulti che si convertivano alla fede, l’amministrazione di questo Sacramento era stabilita in tre date: l’Epifania, la Pasqua e la Pentecoste. Annunciare la data della Pasqua il giorno dell’Epifania, significava ricordare a chi era ancora pagano, la successiva opportunità per diventare figli di Dio e la necessità di iscriversi tra i Catecumeni (coloro che si preparano al Battesimo).

 
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